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Offerta di lavoro per lo studio: come scriverla senza discriminare

Redazione Carriera Dentale7 ottobre 20264 minuti di lettura

Il D.Lgs. 198/2006 vieta le discriminazioni di genere anche negli annunci: ecco quali parole e requisiti evitare e come descrivere ruolo e candidato ideale.

Cerchi una persona per la segreteria di studio e scrivi «cercasi segretaria giovane, bella presenza». Hai appena scritto tre problemi in sei parole. Succede più spesso di quanto si pensi, quasi sempre senza cattiva intenzione: si copia un vecchio annuncio, si scrive come si parla in sala d'attesa. Il risultato però è un testo che la legge guarda con attenzione.

Cosa dice la norma, in pratica

Il Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, cioè il D.Lgs. 198/2006, vieta qualsiasi discriminazione basata sul sesso nell'accesso al lavoro. Il divieto vale per la selezione in sé e anche per come la pubblicizzi: l'annuncio è parte del processo. Non conta il canale (bacheca, social, portale, passaparola scritto) né la dimensione dello studio.

Ci sono altre norme che vanno nella stessa direzione e riguardano età, religione, orientamento, disabilità. Il principio è uno: i requisiti devono riguardare il lavoro da svolgere, non chi sei.

Esistono eccezioni molto ristrette, per attività in cui una caratteristica è davvero essenziale. In uno studio dentistico è difficile che ne ricorrano. Se pensi di averne una, non decidere da solo: chiedi al consulente del lavoro.

Le parole che fanno da filtro

Il genere si nasconde soprattutto nella grammatica. Alcune abitudini da correggere:

  • Il femminile o il maschile fisso. «Segretaria», «assistente alla poltrona donna», «odontotecnico uomo». Usa il nome del ruolo: segreteria di studio, assistente di studio odontoiatrico (ASO), igienista dentale, odontoiatra, odontotecnico. In alternativa, indica entrambe le forme o aggiungi «(m/f)» accanto al titolo.
  • L'età. «Under 30», «giovane», «max 35 anni». Se ti serve una persona che si formi con il tuo studio, scrivi «disponibile a formarsi» o «anche prima esperienza».
  • L'aspetto. «Bella presenza», «curata», «sorridente». Quello che ti interessa è il modo di stare con il paziente: scrivi «cura nell'accoglienza» o «buone capacità relazionali».
  • Lo stato civile e la famiglia. «Libera da impegni», «senza figli», «nubile». Se gli orari sono rigidi, scrivi gli orari: sono un fatto, non un giudizio sulla vita privata.
  • La nazionalità o la lingua madre. «Madrelingua italiana» esclude chi parla italiano benissimo. Scrivi «ottima conoscenza dell'italiano scritto e parlato», se serve, e il livello di altre lingue se ti sono utili davvero.

Requisiti veri, requisiti di comodo

Ogni riga dell'annuncio dovrebbe superare una domanda: serve per fare questo lavoro o per fare il lavoro come lo faceva la persona di prima? Il secondo caso non è un requisito, è un'abitudine.

I requisiti legittimi sono quelli che discendono dalla mansione o dalla legge. Per esempio: titolo e iscrizione all'albo per odontoiatra e igienista, certificazione per l'ASO (qui c'è la guida a chi deve avere l'attestato ASO e cosa rischia lo studio), conoscenza del gestionale che usi, disponibilità negli orari indicati, esperienza richiesta solo se serve davvero.

Due accorgimenti pratici. Separa ciò che è indispensabile da ciò che è un plus: «necessario» e «gradito» sono due elenchi diversi. E non chiedere in fase di candidatura dati che non servono alla selezione: foto, stato civile, gravidanza, intenzioni sulla famiglia. Sono informazioni che non devi raccogliere nemmeno nel colloquio.

Un annuncio riscritto

Prima: «Studio cerca segretaria under 30, bella presenza, libera da impegni familiari, per accoglienza pazienti e agenda.»

Dopo: «Studio dentistico cerca una persona per la segreteria di studio (m/f): accoglienza dei pazienti, gestione dell'agenda e dei richiami, rapporto con i fornitori. Orario dal lunedì al venerdì, con un sabato al mese. Necessaria buona conoscenza dell'italiano e del pacchetto Office; gradita esperienza con un gestionale per studi. Disponibili affiancamento iniziale e formazione. Inquadramento da definire in base all'esperienza, secondo il contratto applicato.»

Il secondo testo dice cosa si fa, quando e con che strumenti. Ti arrivano più candidature utili e ne scarti meno per sbaglio. Se hai già in mente chi vorresti, tienilo fuori dal testo: l'annuncio descrive il lavoro, non la persona che già conosci.

Prima di pubblicare

Rileggi con una domanda sola per riga: se la togliessi, il lavoro si potrebbe fare lo stesso? Se sì, cancellala. Poi fai leggere il testo a una persona esterna allo studio, meglio se non del settore: nota subito ciò che a te non salta all'occhio.

Per dubbi sull'inquadramento o sul contratto da indicare rivolgiti al consulente del lavoro o al sindacato; per il colloquio e per i dati che puoi chiedere, tieni alla mano le indicazioni del Garante della privacy. Se vuoi un riferimento di come si presentano le offerte sui portali, dai un'occhiata alla pagina per gli studi: ti mostra quali informazioni mettere in un annuncio chiaro.

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